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Home » Coxartrosi, sintomi e cure per l’artrosi dell’anca

Coxartrosi, sintomi e cure per l’artrosi dell’anca Salute

Coxartrosi, sintomi e cure per l’artrosi dell’anca

La coxartrosi o artrosi dell’anca è una malattia degenerativa invalidante. Questa patologia può causare disagi anche nello svolgere le attività usuali della vita di tutti i giorni. Esistono diverse terapie per contrastare la coxartrosi. Ogni cura va valutata in base allo stadio di avanzamento della malattia.

Cos’è l’artrosi?

Come patologia cronico degenerativa invalidante, può portare a lesioni progressive per la cartilagine articolare. I capi articolari privati della cartilagine subiscono uno sfregamento che pregiudica l’efficienza dell’articolazione.

L’artrosi può colpire qualsiasi articolazione, dalla spalla al ginocchio, ma quando interessa l’anca (coxartrosi) rischia di compromettere gravemente l’autonomia e la funzionalità dell’arto in questione.

Sintomi della coxartrosi

Se l’artrosi si manifesta presso l’articolazione coxo-femorale danneggia la cartilagine che si assottiglia sino a causare un attrito fra la capsula acetabolare e il femore.

Questo causa sintomi dolorosi, la persona percepisce la rigidità dell’articolazione risultandogli difficile eseguire alcuni movimenti, tanto da diventare complicato anche il semplice camminare.

La sofferenza solitamente si identifica a partire dall’area inguinale anche se il soggetto può avvertito anche internamente, nella parte frontale della coscia. Il malessere può presentarsi dopo uno sforzo fisico ma anche in caso di inattività.

La tipologia

Lacoxartrosi può essere di tipo primario, se genetica, o secondaria, ossia se si tratta delle conseguenza di incidenti o altri episodi traumatici. Sintetizzando possono essere varie le cause da malformazioni congenite, ai reumatismi, passando per disturbi circolatori, incidenti o simili.

La malattia affligge solitamente soggetti dai 40 ai 60 anni. L’artrosi colpisce maggiormente le persone di sesso femminile e chi è in sovrappeso o soffre di obesità.

Il progredire dell’artrosi può ostacolare le normali attività quotidiane, dal camminare al vestirsi fino a ballare o salire le scale. Si tratta di un restringimento della cavità articolare tra anca e femore e può essere visto come un’indicazione indiretta della perdita di cartilagine. La testa del giunto e la presa sono parzialmente distrutti e devono essere rinsaldati.

Se la patologia non è trattata adeguatamente, può condizionare la deambulazione fino a portare a una infermità completa.

Diagnosi

Per scoprire se si è affetti da artrosi all’anca è necessario parlare con il proprio medico e sottoporsi ad alcuni esami. Sarà la valutazione di un ortopedico a valutare la condizione clinica dell’articolazione coxo-femorale. Sarà necessario per questo effettuare delle radiografie all’anca.

Terapie

Per trattare medicalmente la coxartrosi vi sono varie terapie conservative. Il medico fin da subito stabilirà quale adottare in base al livello della malattia e considerando la salute fisica del soggetto.

Se la coxartrosi è presa in tempo la cura partirà da un miglioramento delle abitudini salutari: dalla dieta (può essere necessario perdere peso per non affaticare gli arti) e una particolare attività fisica con allenamenti speciali per potenziare la muscolatura. Per diminuire il dolore si procederà con degli analgesici.

Per alcuni pazienti è utile fare della fisioterapia, altri soggetti optano per le infiltrazioni di acido ialuronico, ma esistono anche degli interventi chirurgici conservativi per rinsaldare l’articolazione.

L’artoplastica

Si valuta l’opzione di un intervento chirurgico una volta tutte le opzioni di trattamento conservativo (fisioterapia, balneoterapia, massaggi, antidolorifici) sono state esaurite, oppure il dolore è diventato troppo forte, e la radiografia conferma l’artrosi. Per artrosi dell’anca le parti possono essere sostituite con un’articolazione artificiale, un procedimento noto come sostituzione totale dell’anca (THR).

Il miglioramento continuo di entrambe le tecniche chirurgiche e la qualità degli impianti dal 1960 fanno di questo procedimento, una delle operazioni di routine più comuni e di maggior successo nella chirurgia ortopedica, con un totale di circa 400.000 operazioni all’anno in Europa nel suo complesso.


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