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L’algodistrofia, cos’è e come si cura Salute

L’algodistrofia, cos’è e come si cura

L’algodistrofia, nota anche come sindrome da dolore regionale complesso (CRPS), è una malattia dolorosa caratterizzata da eritema, edema, alterazione funzionale, sensoriale e disturbo vasomotorio. La diagnosi di CRPS si basa unicamente sui segni e sintomi clinici, e per esclusione rispetto ad altre forme di dolore cronico. Non c’è una procedura diagnostica specifica; un’attenta valutazione clinica e ulteriore test dovrebbero condurre a una diagnosi accurata.

Ci sono altre forme di dolore cronico, come ad esempio quella nota come sindrome di edema del midollo osseo, in cui è assente una storia di traumi o eventi scatenanti o cambiamenti distrofici della pelle e alterazioni vasomotorie. Queste forme incomplete sono auto-limitate, quindi non è generalmente necessario il trattamento chirurgico. È ancora controverso, se queste forme rappresentano un’entità autolimitante distinta o una variante incompleta di CRPS.

In condizioni inspiegabilmente dolorose come una spalla congelata, spalla rigida in post-operatorio o protesi di ginocchio doloroso, l’algodistrofia, specialmente nelle sue forme incomplete, potrebbe rappresentare la causa.

Il termine internazionalmente riconosciuto per questa sindrome è oggi Sindrome complessa da dolore regionale (CRPS), suddivisa in tipo I o II, riguardante rispettivamente l’assenza o la presenza di una lesione neurologica.

Algodistrofia: sintomi, segni e complicazioni

Il sintomo più importante dell’algodistrofia è un forte dolore a un arto oppure a una sua parte. La sofferenza indotta è generalmente un malessere acuto, continuo ed estenuante. Molti dei pazienti lo delineano pure come una percezione rovente o pungente.

Un senso doloroso che può prolungarsi per giorni o settimane anche se può sparire inaspettatamente e ritornare con la stessa imprevedibilità.

Nel parlare del dolore dell’algodistrofia, i medici utilizzano lemmi specifici come allodinia e iperalgesia.

In campo medico, queste due parole dimostrano riscontri esagerati agli stimoli che causano dolore. Praticamente, si tratta di allodinia nel caso in cui un soggetto sente un forte dolore anche dopo stimoli leggeri che normalmente non recherebbero pena.

Si parla di iperalgesia per rappresentare tutti quei casi dove è evidente un’ipersensibilità a un qualsiasi stimolo doloroso.

La sintomatologia può riguardare anche un senso di distacco dal proprio arto dolente.  Proprio come se non facesse quasi parte di noi. Un’altra bizzarra emozione riguarda il percepire come più grande o piccolo l’arto interessato. Vi sono poi mutazioni dell’aspetto della epidermide, dove l’individuo percepisce il male. L’area in questione rischia di arrossarsi, essere calda e secca oppure molto fredda, prendere una colorazione (di blu) o sudare. Vi sono, talvolta, modificazioni circa capelli e unghie (dell’arto dolente). Peli e unghie possono svilupparsi più lentamente o più velocemente del solito. Può esservi rigidità e gonfiore articolare dell’arto dolente.

Altri sintomi riguardano: fragilità ossea (osteoporosi) a livello della zona interessata, tremori e spasmi muscolari (distonia), problematicità nello spostare l’arto dolente, insonnia.

Diagnosi e cura dell’algodistrofia

Per capire bene di cosa si tratti, quali sono le cause e le cure è necessario rivolgersi a un medico che effettuerà test e esami clinici specifici. Nei casi di algodistrofia il dottore interviene per ridurre il disagio fisico e psichico del paziente con un esame attento e una anamnesi completa della storia clinica dell’individuo colpito da algodistrofia. Al momento, infatti, l’algodistrofia è una malattia per la quale non sussistono trattamenti specifici, ma solo cure dirette a lenire i vari sintomi problematici, una cosiddetta terapia sintomatica. Si tratta di intervenire con la fisioterapia, una cura farmacologica e psicologica (psicoterapia).

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