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Home » Clenil per aerosol, a cosa serve e come si usa

Clenil per aerosol, a cosa serve e come si usa Benessere

Clenil per aerosol, a cosa serve e come si usa

Il clenil è un farmaco ideale per la cura delle vie respiratorie, particolarmente indicato per chi soffre di asma, rinite allergica e disturbi provocati dall’ostruzione delle vie respiratorie.

Il clenil è un farmaco a base di Beclometasone Dipropionato venduto in soluzione da nebulizzare tramite aereosol, particolarmente utilizzato per i disturbi respiratori dei bambini.

In commercio sono presenti  Clenil e Clenin compositum  per adulti in fiale  monodose da somministrare una o due volte al giorno, mentre per i bambini la somministrazione media è di mezzo contenuto del flaconcino, per una o due volte al giorno, il resto della dose va conservata in frigorifero.

Il Clenil è un prodotto che viene utilizzato per eseguire l’aerosol utile soprattutto per liberare le vie respiratorie, così da poter gestire la progressione di una patologia asmatica, ma anche di ulteriori disturbi associati alla broncostenosi.

Il clenil per aerosol è un farmaco che non deve essere assolutamente utilizzato dai pazienti che stanno avendo un attacco asmatico, inoltre anche i soggetti che hanno riscontrato un’ipersensibilità nei confronti del cortisone dovrebbero astenersi dall’uso del Clenil.

Prima di assumere il farmaco è indispensabile che ogni soggetto conosca alla perfezione come usare correttamente l’inalatore, così che il farmaco possa arrivare al liberare le vie respiratorie arrivando nei polmoni. Inoltre è fondamentale controllare la dose assunta, in modo da rendere maggiormente efficace l’effetto per la gestione dell’asma modificando la dose costantemente e in base alle proprie necessità e condizioni del paziente.

Clenil a cosa serve?

Il CLenil è un farmaco che non risulta efficace nel trattamento di crisi d’asma in corso ma se assunto con la dose corretta potrebbe diventare un buon rimedio per le patologie asmatiche. L’asma grave deve essere gestita con maggiore attenzione in modo da effettuare dei controlli periodici tramite i quali è possibile modificare la dose di Clenil assunta dal paziente.

Il trattamento a base di Clenil non deve essere bloccato in maniera brusca e improvvisa, ma sempre gradualmente. A coloro i quali praticano attività sportiva a livello agonistico è bene ricordare che tale farmaco contiene alcol etilico, di conseguenza potrebbe comportare la positività ai test antidoping.

Clenil in gravidanza

In gravidanza le pazienti potranno ricorrere all’uso del Clenil solo se strettamente necessario e solo dopo consulto di un medico specializzato. Non sono stati registrati al momento effetti  collaterali che potrebbero essere causati alla madre e al feto, l’uso di tale farmaco dovrebbe essere strettamente correlato ad un maggiore beneficio della madre, e rispettando le dosi suggerite dal medico  sarebbe impossibile riscontrare livelli di beclometasone nel latte materno.

Come tutti i farmaci anche il Clenil potrebbe comportare effetti indesiderati nel paziente, soprattutto se la terapia viene protratta per un lungo periodo, potrebbe comparire candidosi in bocca, in gola ma anche raucedine e tosse, mentre tra gli effetti indesiderati comuni potrebbe comparire laringite, faringite e nausea.

Spesso il Clenil che ha natura cortisonica viene prescritto dal medico per una cura terapeutica in associazione al Fluibron che invece è un broncodilatatore. Tale cura terapeutica tende ad essere veramente efficace soprattutto per la liberazione delle vie respiratorie, in quanto mentre il cortisone tende a fungere da antinfiammatorio il Fluibron avendo un potere fluidificante, scioglie il muco particolarmente denso liberando le vie respiratorie nel minor tempo possibile.

Come tutti i farmaci che vengono somministrati ai bambini anche per il Clenil così come per il Fluibron sono indispensabili seguire alcune accortezze del medico e del genitore, in quanto il Clenil essendo un immunosoppressore tende a  ridurre le difese immunitarie mentre il Fluibron come tutti i broncodilatatori per motivi di sicurezza andrebbero evitati prima dei due anni d’età, in quanto potrebbero causare tachicardia e agitazione al bambino.

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