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Home » Berillo, una pietra dai mille colori

Berillo, una pietra dai mille colori Rimedi naturali

Berillo, una pietra dai mille colori

Il Berillo è un silicato contenente molti minerali, che si trova soprattutto in Brasile, Madagascar, Namibia, Sri Lanka, Nigeria e Zimbabwe. Il suo nome sembra essere associato alla vista o alla visione, in tedesco brille significa infatti occhiali.

E’ molto abbondante in natura, ma raramente si trova in qualità tale da essere appetibile al mercato dei preziosi; gli esemplari più trasparenti vengono definiti berillo prezioso, gli altri si esprimono in colori diversi a seconda delle contaminazioni di minerali che lo compongono.

Esistono molte gemme simili al berillio, come ad esempio il topazio, il quarzo e la tormalina, ma per gli esperti è abbastanza semplice identificare le differenze, in quanto il berillio è più pesante delle altre gemme, tranne che per il topazio, ed ha una struttura cristallina a sei lati perfettamente distinguibili, cosa che lo rende subito riconoscibile dagli altri.

La formula chimica del berillo è Be3Al2+(Si6O18) + K, Li, Fe, Mn, Na + (U).

A seconda della quantità dei vari minerali in esso contenuti, il berillo assume colore diverso ed un nome specifico: con il ferro, va dal color acqua, all’azzurro e al blu, e si chiama acquamarina; con il cromo ed il vanadio, assume il colore verde e si chiama smeraldo; con il manganese, si chiama morganite ed è di colore rosa; con l’ossido di manganese si chiama berillo rosso; ma probabilmente il più prezioso dei berilli è l’eliodoro, che ha un bel colore giallo intenso, dovuto alla presenza di ossido di uranio e parti di ferro.

Il berillo dorato, l’eliodoro

Eliodoro è un termine di derivazione greca che significa dono del sole; questa variante di berillo fu scoperta nel 1913 in Namibia, da una compagnia mineraria tedesca. Fu chiesto ad un gioielliere famoso, Lucas von Cranach, di preparare alcuni gioielli per Guglielmo II, allora re di Prussia, e lui adoperò proprio l’eliodoro, regalandogli la fama e la notorietà che lo contraddistingue.

E’ considerata la pietra dei corpi celesti Sole e Mercurio, e viene considerata di aiuto per le scoperte scientifiche, associata alle proprietà intellettuali.

Più la pietra è trasparente, più alto è il suo prezzo; si ritiene che l’eliodoro dai colori caldi, possa dare pace e tranquillità interiore a chi la possiede. Cammina bene con il segno dei Gemelli, al quale pare possa donare una lunga vita.

Il berillo azzurro, l’acquamarina

Acquamarina, letteralmente pietra del mare, è forse la varietà di berillo più conosciuta tra le nuove generazioni. Le varietà più belle vengono dal Brasile, dove si trovano anche le pietre con maggiore caratura.

Può essere acquistata anche grezza, ad un costo minore di quella utilizzata in gioielleria, e va benissimo per la cristalloterapia ad essa associata.

L’acquamarina è considerata di aiuto per chiarire i propri sentimenti, se indossata all’altezza del cuore; se invece è messa vicino alla gola, diminuisce la rabbia e fa aumentare la compassione.

Il berillo verde, lo smeraldo

Nell’antica Babilonia questa pietra era associata al segno del Cancro; nella tradizione Europea moderna invece, appartiene alla costellazione del Toro. La regina Cleopatra voleva solo smeraldi nei suoi gioielli, li considerava gli unici che fossero degni della sua bellezza.

Anticamente si riteneva che lo smeraldo fosse in grado di svelare i segreti, per questo motivo veniva posto sotto la lingua degli uomini che dovevano profetizzare; se viene incastonato nell’oro, pare possa salvare chi lo possiede da qualunque pericolo.

Sembra che lo smeraldo non sopporti la menzogna e l’ipocrisia, attenzione quindi, perché possono scatenarsi infinite disgrazie se chi lo indossa mente o finge spudoratamente.

Il berillo rosso

Definito anche smeraldo rosso, o morganite, è la varietà di berillo più rara.

Promuove l’amore e i buoni sentimenti; favorisce l’empatia e l’accettazione dell’altro. Aiuta la crescita personale, l’evoluzione spirituale e la tolleranza in generale.

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