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Dhea solfato, cos’è e a cosa serve Benessere

Dhea solfato, cos’è e a cosa serve

Il Dhea, o deidroepiandrosterone, è – come facilmente intuibile dal suo suffisso – un ormone. In particolare, si tratta di un ormone cortico steroide, proveniente dall’attività androgena, che viene prodotto sia dalle cellule della corteccia surrenale (nelle donne è prodotto quasi interamente da queste) che dal testicolo (un terzo negli uomini). La forma più nota e diffusa nell’organismo è quella del Dhea solfato. Ogni giorno ne vengono prodotti tra i 15 e i 30 mg ma i suoi valori, anche a causa di fattori esterni, possono variare spingendosi verso l’alto o il basso e diventando spia di patologie o fenomeni come la gravidanza.

Dhea solfato e stress

Gli studi medici sono ancora alle prese con il tentativo di chiarire a pieno quale ruolo svolga questo ormone nell’organismo. È certo che alcuni effetti interessano direttamente i sistemi immunitario e cardiovascolare. Secondo quanto emerge da studi condotti alla fine del Novecento negli Stati Uniti, ci sarebbe una positiva correlazione tra la presenza equilibrata di questo ormone e la salute della memoria, oltre che sull’equilibrio della distribuzione del grasso corporeo, sulla salute della densità ossea e sulla arteriosclerosi. Ricerche più recenti, invece, hanno approfondito il legame con lo stress evidenziando come sia possibile reagire meglio a questa patologia in presenza di una maggiore produzione di questo ormone sotto stress acuti. L’effetto è una maggiore lucidità e capacità funzionale.

Alterazioni dei livelli di Dhea solfato, perché e come intervenire

I massimi livelli di presenza di questo ormone si registrano tra i 30 e i 40 anni. Con il passare degli anni, poi, il livello tende ad abbassarsi. Cosa accade quando invece si manifestano delle alterazioni sensibili sia verso l’alto che verso il basso?

È bene specificare che, in ogni caso, i valori di questo ormone non possono essere considerati indicativi di per sé di alcuna patologia.

Gli accertamenti devono sempre tenere conto di fattori diversi, come ad esempio la concentrazione di altri ormoni. Nelle donne questo ormone è particolarmente soggetto alla fase del ciclo mestruale e, quindi, registra, nell’arco di un singolo mese, importanti variazioni. Il Dhea solfato, in particolare tra tutti i componenti della sua famiglia, è considerato il miglior marcatore perché ha un’emivita più lunga e costante.

La concentrazione di questo ormone subisce variazioni verso l’alto per le seguenti cause: ovaio policistico, carcinoma surrenale, sindrome di Cushing, tumore ectopico o adrenarca prematuro. Variazioni verso il basso, invece, si verificano in presenza di adenoma surrenale o morbo di Addison.

Quali sono i rimedi che possono aiutare il soggetto a riportare la concentrazione dell’ormone a livelli normali?

Fondamentale è intervenire sul problema che genera come conseguenza l’alterazione di questi valori. In alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, sono in vendita anche integratori a base di Dhea ma non è ancora stata provata scientificamente la loro efficacia né la possibile presenza di controindicazioni legate alla sua assunzione esterna. In particolare, tra gli effetti negativi registrati si evidenziano: stanchezza, congestione nasale, mal di testa, acne, battito cardiaco irregolare. Per quanto riguarda l’universo femminile, poi, si aggiungono fattori come mestruazioni anormali, sbalzi emotivi, insonnia.

Come accorgersi delle alterazioni

Questo ormone è presente a livelli più alti o più bassi come conseguenza di patologie diverse. I sintomi, quindi, possono essere davvero vari ma sono tutti riconducibili a una forte stanchezza, inappetenza, mancanza di stimoli sessuali, depressione. Non è un caso, infatti, che la somministrazione di questo ormone abbia dato risultati positivi proprio nel contrastare questi disturbi. Molto positivi anche gli effetti ottenuti nel contrasto all’invecchiamento della pelle.

Nelle donne, un innalzamento del livello di ormoni può portare alla presenza di peli in eccesso. La Dhea, inoltre, si è dimostrata efficace in molti casi anche per aumentare la fertilità delle donne, favorendo una gravidanza.

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