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Stile delfino, benefici e muscoli coinvolti Allenamento

Stile delfino, benefici e muscoli coinvolti

Lo stile delfino (noto anche con il nome tecnico corretto di stile a farfalla, utilizzato in ambito competitivo) è tra i più belli e affascinanti da vedere ma anche tra i più difficili e faticosi da nuotare. Una sorta di odio e amore caratterizza quasi tutti i nuotatori per diletto, affascinati dall’armonia dei movimenti ma spaventati dalla difficoltà tecnica dell’esercizio. Ma al di là dell’estetica, il delfino è uno stile molto particolare che ha riflessi diretti sulla salute della schiena.

Continuità e fluidità: i segreti dello stile

Lo stile delfino non si improvvisa, è frutto di esercizi e allenamenti costanti che vedono protagonisti non solo i muscoli chiamati a supportare il movimento ma anche la capacità di coordinamento in acqua del nuotatore. La bracciata riveste, senza dubbio, un ruolo di primo piano ma le gambe non sono da meno, anzi spesso lo sforzo fisico è più impegnativi rispetto a quello degli arti superiori. Fondamentale è il coordinamento, l’elemento alla base della fluidità e della continuità della nuotata. Come si fa? La prima regola da seguire, come in quasi tutti gli stili del nuoto, riguarda la respirazione, da effettuare durante l’esecuzione della bracciata. La seconda è: abolire le pause tra la fase di spinta e quella di recupero.

Tutti i muscoli coinvolti

Questo particolare stile, che vede il corpo muoversi in maniera sinuosa come se fosse un’onda o un delfino, utilizza soprattutto alcuni muscoli del corpo. Si tratta, nel dettaglio, dei muscoli subscapolari, del gran rotondo e dei pettorali. E ancora: bicipiti, romboide, brachiale, brachioradiale, lungo palmare, pronatore rotondo. Tra i muscoli chiamati all’allenamento il polso, le giunture metacarpofalangiali, l’interosseo palmare, il quinto opponente digitale, l’adduttore del pollice e l’opponente del pollice, oltre ai muscoli delle gambe.

Uno stile non da tutti

Lo stile delfino, oltre che per l’impegno fisico richiesto, non è adatto a tutti. Chi soffre di mal di schiena, infatti, ha nel nuoto un grande alleato ma dovrebbe evitare in maniera assoluta si alo stile delfino che la rana, proprio per l’impegno maggiore che questi due stili richiedono ai muscoli della schiena. Esistono stili ed esercizi migliori di altri per dare sollievo ai dolori della schiena, anche quando sono dati da posture scorrette. Tra questi c’è sicuramente lo stile libero, a patto che sia eseguito in maniera corretta, con la giusta respirazione e con la testa in acqua.

Consigli utili per nuotare bene

Ricapitolando: prima di buttarsi in vasca è bene avere presente il movimento sinuoso del corpo del delfino. È quello che va riprodotto in acqua, muovendosi in maniera ondulatoria e tenendo sempre presente che braccia e gambe devono muoversi in maniera coordinata e in sincrono con il resto del moto. Attenzione alla respirazione, da effettuare a ogni bracciata e a ogni battuta di gambe.

Può essere frontale o laterale, l’importante è che si armonizzi con il resto dei movimenti. I movimenti non devono essere troppo bruschi ma armonici e potenti. Non esistono particolari controindicazioni ma, come già evidenziato, è bene non avvalersi di questo particolare stile se si soffre di mal di schiena, ernia del disco o sciatalgie particolarmente acute. Più in generale, il nuoto andrebbe evitato in caso di lombalgie acute e croniche. Da non preferire anche in caso di patologie di spalle e rachide o di alcune patologie oculari che possono essere aggravate dal contatto costante con il cloro.

I benefici stile per stile

Perché scegliere lo stile delfino (o farfalla)? Perché consente di allenare tutta la muscolatura, caratterizzandosi proprio per questo per essere uno degli stili più faticosi. La scelta dello stile non è da poco, va effettuata in funzione dei risultati che si vogliono ottenere. Lo stile libero, ad esempio, aiuta a rassodare i glutei, allungare la muscolatura degli arti inferiori e della schiena, rinforzare l’addome. La rana, invece, aiuta a snellire e tonificare le gambe, mentre il dorso – consigliato a chi soffre di mal di schiena – rinforza spalle e gambe.

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