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Pangasio: un pesce dalla cattiva fama Alimentazione

Pangasio: un pesce dalla cattiva fama

Il pangasio è un pesce di provenienza Orientale che ha goduto a lungo di una cattiva fama. Perché?

Il pangasio fa male?

Fino a pochi anni fa, questo pesce non godeva di buona fama in Italia, poiché pesce proveniente soprattutto da importazioni dal Vietnam e dalle acque inquinate del fiume Mekong. In realtà, le notizie screditanti sul pangasio si sono rivelate poi infondate, come ha rivelato uno studio fatto su alcuni filetti di pangasio provenienti dai principali supermercati di Roma, che ha rivelato come il pangasio messo in commercio e importato da numerosi paesi europei provenga da allevamenti industriali eseguiti con processi controllati e standardizzati e può essere quindi un alimento considerato sicuro e adatto anche ai più piccoli.

A contribuire alla cattiva fama del pangasio c’è stata anche l’azione scorretta di molti commercianti che per un certo periodo di tempo hanno spesso spacciato i filetti di pangasio per altri pesci più pregiati come la cernia o il merluzzo. Pare che per renderli più simili ai pesci nostrani, i filetti di pangasio erano anche spesso trattati con additivi particolari che non sono tossici di per sé ma possono diventarlo se non dosati in modo corretto e se non maneggiati da specialisti.

Caratteristiche del pangasio

Il pangasio è un pesce d’acqua dolce che, allo stato naturale, vive soprattutto alla foce dei fiumi del Vietnam. Si tratta di un pesce migratore che si sposta a Nord nella stagione delle piogge e dei monsoni e torna a popolare le foci dei fiumi a Sud, alla fine della stagione delle piogge. Il pangasio ha il corpo robusto, il capo piatto e la bocca larga quasi quanto l’intera testa. Ha un colore bruno sul dorso e bianco sul ventre e non è molto spinoso.

Grazie ai bassi costi per l’allevamento, all’elevata produttività e al prezzo ridotto, il pangasio è molto importante per il mercato di esportazione e quindi per il sostegno economico di Vietnam e Tailandia.

Valori nutrizionali del pangasio

Rispetto ad altri tipi di pesce come le trote, il salmone, le orate e le spigole, il pangasio possiede minori quantità di Omega 3, uno degli elementi distintivi del pesce, rispetto ad altre fonti di proteine come ad esempio la carne.

Anche se i filetti di pangasio sono considerati magri, la piccola frazione di grassi in essi contenuta è di tipo saturo. La presenza di vitamine e sali minerali è consistente ma non particolarmente degno di nota. Rispetto ai valori nutrizionali, il pangasio non si pone ai vertici della classifica come pesce pregiato tale da poter competere con il pesce di produzione nostrana, più ricco di proprietà. Nonostante questo però i filetti di pangasio sono pesci a buon mercato, che hanno tutte le carte in regola per poter essere messi a tavola e fornire un’adeguata soluzione per far mangiare il pesce ai bambini, di solito restii a mangiarlo.

Altri pesci low cost: il persico africano e la filapia

Esistono altri due pesci, considerati low cost, che arrivano sulle nostre tavole, ovvero il persico africano e la filapia. Il persico africano viene allevato soprattutto nel Lago Vittoria in Africa e arriva nei nostri supermercati spesso congelato e in morbidi filetti spinati. Come avviene il pangasio, capita che anche il persico africano sia spacciato per pesci più pregiati e venduto a prezzi più elevati di quelli ai quali dovrebbe essere venduto.

La filapia è un altro pesce di provenienza orientale disponibile a prezzi ancora più bassi e in rapida diffusione nei mercati occidentali. Il rischio è che si possa creare una forma di concorrenza sleale rispetto ai pesci “made in Italy” dalla qualità e i valori nutrizionali in ogni caso superiori.

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