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Home » Labbro leporino, o cheiloschisi, cos’è e quando si sviluppa

Labbro leporino, o cheiloschisi, cos’è e quando si sviluppa Benessere

Labbro leporino, o cheiloschisi, cos’è e quando si sviluppa

Il labbro leporino, o cheiloschisi, è una malformazione congenita che riguarda il labbro superiore. Questo presenta un’interruzione, detta schisi. In alcuni casi, questa interruzione può essere associata ad una interruzione del palato e in questo caso si parla di labiopalatoschisi. Se ad interrompersi è invece il solo palato, si parlerà di palatoschisi.

In caso di palatoschisi, la fessurazione del palato crea una comunicazione diretta tra la cavità orale e quella nasale.

Le forme di labbro leporino

Il labbro leporino può svilupparsi in forma completa, se riguarda tutto il labbro e a volte anche il vestibolo del naso, in forma incompleta, se riguarda tutto il labbro ma non tutta la sua altezza, a frusta, se la mucosa è integra ma il muscolo è interrotto.

Le cause del labbro leporino

Le cause che provocano il labbro leporino non sono del tutto note. Sicuramente un ruolo importante è svolto dalle ereditarietà poiché si è riscontrato che almeno nel 20% dei pazienti esiste un altro soggetto in famiglia con la stessa patologia. Negli altri casi, la schisi può derivare da una combinazione tra fattori ereditari e ambientali come fumo, alcol e infezioni virali come rosolia o toxoplasmosi, che si verificano nei primi due mesi gravidanza, periodo in cui avviene la saldatura del palato del feto.

Come prevenire il labbro leporino in gravidanza?

L’incidenza della patologia è di un paziente su 700-800 nati. Il labbro leporino colpisce maggiormente i neonati di sesso maschile e si sviluppa di preferenza sulla parte sinistra del labbro superiore. Solo più raramente può avere carattere bilaterale. La patologia è più diffusa in Asia, Africa e paesi Mediorientali in cui le caratteristiche di ereditarietà genetica si abbinano ad un regime alimentare poco variegato da parte delle mamme, in generale, e nello specifico in gravidanza.

Per prevenire lo sviluppo del labbro leporino in gravidanza, molti ginecologi consigliano di assumere acido folico fin dalle prime settimane, trattamento che risulta utile anche a prevenire la spina bifida. Questo perché si è evidenziata una certa connessione tra l’assenza di acido folico e lo sviluppo della patologia. La cosa importante è che il trattamento si faccia entro il secondo mese, perché dopo questo periodo la terapia è inefficace dato che, in caso di malformazione, questa si sarà già completata.

La presenza di labbro leporino o palatoschisi nel feto può essere diagnosticata già in gravidanza, durante le ecografie fatte a partire dalla dodicesima settimana. La diagnosi consentirà ai genitori di prendere coscienza del problema e di informarsi sui centri regionali che trattino il problema.

Come allattare i neonati con labbro leporino

Non ci sono problemi legati all’allattamento da parte di neonati con labbro leporino, che si alimenteranno in modo analogo ad ogni altro bambino. In caso di palatoschiosi e labiopalatoschiosi il neonato potrebbe avere difficoltà di succhiare il latte dal seno, perché il vuoto presente nel palato potrebbe impedirgli una suzione corretta. In questo caso si può usare la tiralatte o particolari biberon che facilitino l’allattamento. Può essere anche utile inserire delle placche nella bocca del bambino, con un intervento ortodontico, che faciliti il processo di suzione.

Interventi chirurgici per il labbro leporino

Esistono diversi interventi con i quali si riesce a chiudere la schisi del labbro o del palato.

Nei casi di labiopalatoschiosi più estesa, il bambino può essere sottoposto a intervento chirurgico in anestesia totale fin dai tre-sei mesi. In questo intervento si interviene sul palato molle; tra i 18 e i 36 mesi si farà invece un altro intervento per intervenire sul palato duro, sempre in anestesia totale.

In alcuni bambini, è possibile che si debba ricorrere all’intervento di un logopedista, poiché possono verificarsi difficoltà nel parlare. Nelle malformazioni più gravi, possono essere necessari ulteriori interventi chirurgici in età prescolare o dopo la pubertà.

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